Sei laureata e non vuoi andare al nord?

Un titolo un po’ strano per parlarti di un borgo siciliano ma partiamo dall’inizio. 

Un reel su instagram ed è subito: dobbiamo andare a visitare questo posto 😁

Detto fatto. 

Si parte. Direzione: Calascibetta. 

Eh si, lo devo ammettere, non l’avevo mai sentito. Ma è bello così. La Sicilia mi sorprende sempre. Girare la mia terra da turista, mi piace tantissimo. 

La nostra meta in realtà è un balcone in vetro sospeso nel vuoto. Eccolo:

Una passerella che permette di vedere sotto e di ammirare il panorama stupendo da un punto particolare e unico. 

Una cosa diversa che richiama turisti e siciliani per scattare qualche foto, girare dei video e postare su instagram. 

Ed è proprio quello che stavo facendo io quando sento una voce dietro che dice che i telefoni hanno rovinato il mondo. 

Mi giro. 

La piazza è vuota a parte noi e questa coppia seduta in una panchina. Avranno circa 68/70 anni. 

Ci mettiamo a parlare: della tecnologia, da cui siamo tutti dipendenti, del lavoro, delle nostre città, Catania noi ed Enna loro. 

Poi mi chiedono se sono laureata. 

Rispondo di sì. 

Ed ecco qui la domanda: “sei laureata e sei rimasta qui? Non vuoi andare al nord?”

Faccio un respiro. Devo mantenere la calma.

Dico che no, non voglio andare al nord. Voglio costruire qui il mio futuro. Ho un lavoro che mi piace anzi il lavoro che ho sempre voluto. Sono una libraia ma non solo. Gestisco una casa vacanze e faccio anche altro. Ho creato delle strade dove non c’erano perché voglio restare in Sicilia. 

E loro? 

“Ma al nord c’è tanto lavoro.”

Non capisco. 

L’altra volta ascoltavo un comico che tra una battuta e l’altra ha elogiato la Sicilia per tanti aspetti. Abbiamo l’Etna e il mare, possiamo sciare guardando il mare. 

Abbiamo una storia incredibile, monumenti, panorami, cucina tradizionale che ti fa venire voglia di mangiare sempre e vogliamo lasciare la nostra terra per il posto fisso? 

Perché essere una libraia, un host, una creator, una promotrice della lettura, non basta ? Perché non possiamo inventarci il lavoro con i nuovi mezzi a disposizione e preferiamo scappare sempre? Ma soprattutto perché chi lotta per rimanere deve sentirsi criticata da sconosciuti? Ognuno è libero di fare le sue scelte. Ho molti amici che sono al nord per lavoro, perché stanno seguendo la loro strada e i loro sogni e va bene così. Io ho scelto la mia strada e al momento, e credo proprio anche in futuro, è qui, nella mia terra.

Non ho risposto a questi signori. Ho detto solo che volevo rimanere ma per me, che sono innamorata di questa nostra isola e che mi piace girarla e raccontarla, è dura sentire sempre gli stessi discorsi. 

Ed ecco spiegato il titolo di questo articolo. E no, non me ne vado anche se sono laureata anzi continuo a visitare questo paese che ha una storia bellissima e lascio i due seduti davanti ad un panorama stupendo che forse criticheranno pure. 

Restando, continuo il nostro giro e lascio piazza San Pietro dove si trova il balcone sospeso che hanno chiamato: poggio del conte Ruggero d’Altavilla.

E non un conte qualunque ma il normanno Ruggero d’Altavilla fu il primo conte di Sicilia nel 1062 ed insieme al fratello Roberto, liberò la Sicilia dalla dominazione araba.

Ruggero scelse proprio Calascibetta, nome che deriva dall’arabo CalatXibet e che significa rocca fortificata sul monte Xibet, come punto strategico per l’assedio di Enna in mano agli arabi. In piazza San Pietro si trova ancora oggi una delle torri di difesa delle mura, divenuta campanile della chiesetta diroccata di San Pietro.

Se ci state facendo un pensierino come gita domenicale con la famiglia, considerate che siamo sempre in un borgo della Sicilia quindi niente grandi parcheggi.

Noi abbiamo trovato posto in una piazzetta centrale a due passi dal poggio del conte Ruggero.

Ecco però non fate proprio come noi. Parcheggiate e cercate informazioni su dove vi trovate. Non ci crederete ma la bella piazzetta dove abbiamo parcheggiato, era la piazza dove si trova la Regia Cappella Palatina, la seconda della Sicilia, fatta costruire per volontà di re Pietro II d’Aragona e io non ho fatto nemmeno una foto. Un motivo per tornare a Calascibetta?

Dopo il balcone panoramico in realtà abbiamo girato senza meta per le vie del paese. Siamo arrivati alle grotte di via Carcere, testimonianza di antiche civiltà e abbiamo visto e visitato la Chiesa Maria SS del monte Carmelo nella piazza principale del paese.

Di questa ho la foto:

Ci sono ancora tante cose a Calascibetta che vorrei vedere: le necropoli, testimonianza di antichi insediamenti preistorici, il museo della 500 che purtroppo abbiamo trovato chiuso, il convento dei Cappuccini.

Intanto ci siamo goduti questo bel tramonto che non è cosa da poco:

E così tra un panorama, una Chiesa e un tramonto, chiudo questo articolo che ho scritto a più riprese negli attimi di tempo prima di andare a letto alle 23:30 e la mattina appena sveglia alle 6:30. Perdonatami dunque se non è perfetto ma tra la stanchezza serale e gli occhi ancora chiusi di mattina, questo è quello che è venuto fuori.

Vi lascio con una foto di Calascibetta sul suo monte:

E se leggendo delle mie avventure siciliane vi è venuta un po’ voglia di scoprire questi luoghi ma non siete della zona, vi basterà cliccare su questo link per scoprire su questo sito di noleggio auto l’offerta più conveniente per godervi la Sicilia in tutta la sua bellezza: https://www.discovercars.com/italy-sicily?a_aid=https://www.discovercars.com/?a_aid=Valentina

Alla prossima avventura siciliana,

Valentina

4 Risposte a “Sei laureata e non vuoi andare al nord?”

  1. No eh, se andiamo tutti via chi racconterà queste storie meravigliose???!!! Aspetto con ansia nuove gite in posti sconosciuti a 2 passi da casa ❤️❤️❤️

  2. Bellissimo articolo, bellissimo posto e grande riflessione. Valentina, ancora una volta hai fatto centro!👏💯

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